Se l’anziano è allettato la ginnastica e la fisioterapia sono fondamentali

Quando una persona anziana rimane allettata per settimane o mesi, il corpo cambia rapidamente. La perdita di massa muscolare, la rigidità articolare e la riduzione della funzionalità possono comparire in tempi molto brevi.

Per questo motivo, la ginnastica passiva e la fisioterapia rappresentano strumenti fondamentali per preservare il più possibile la qualità della vita.

L’obiettivo non è necessariamente recuperare la capacità di camminare, ma mantenere le funzioni residue, prevenire complicanze e ridurre il dolore.

Cosa succede al corpo durante l’allettamento

Anche pochi giorni di immobilità possono provocare:

  • perdita di forza muscolare (sarcopenia);
  • rigidità di articolazioni e tendini;
  • retrazioni muscolari permanenti;
  • riduzione della densità ossea;
  • peggioramento dell’equilibrio;
  • riduzione della capacità respiratoria;
  • rallentamento della circolazione;
  • aumento del rischio di trombosi venosa;
  • comparsa di piaghe da pressione;
  • stitichezza;
  • maggiore rischio di infezioni respiratorie.

Negli anziani fragili questi fenomeni sono generalmente più rapidi rispetto agli adulti giovani.

I benefici della fisioterapia

Una fisioterapia adattata alle condizioni cliniche può contribuire a:

  • mantenere la mobilità articolare;
  • rallentare la perdita muscolare;
  • migliorare la circolazione sanguigna;
  • favorire la respirazione profonda;
  • facilitare l’espulsione del muco;
  • ridurre il dolore dovuto alle posture mantenute;
  • limitare la comparsa di contratture;
  • rendere più semplici i trasferimenti dal letto alla carrozzina;
  • aumentare il comfort quotidiano.

In molti casi migliora anche il sonno e riduce l’irrequietezza.

fisioterapia anziani allettati

Ginnastica passiva e attiva: qual è la differenza?

Ginnastica passiva

È l’operatore, il fisioterapista o il caregiver a muovere lentamente gli arti della persona.

È indicata quando il paziente:

  • non riesce a collaborare;
  • presenta demenza avanzata;
  • è molto debole;
  • è completamente allettato.

Lo scopo è mantenere elastiche articolazioni e muscoli.

Ginnastica attiva assistita

La persona partecipa al movimento con l’aiuto del caregiver o del fisioterapista.

Anche un piccolo movimento volontario aiuta a mantenere la forza.

Ginnastica attiva

Quando possibile, il paziente esegue autonomamente gli esercizi.

Può comprendere:

  • sollevare le gambe;
  • piegare le ginocchia;
  • stringere una pallina;
  • esercizi con le braccia;
  • mantenimento della posizione seduta.

Quali parti del corpo devono essere mobilizzate

Generalmente vengono eseguiti movimenti su:

  • collo;
  • spalle;
  • gomiti;
  • polsi;
  • dita delle mani;
  • anche;
  • ginocchia;
  • caviglie;
  • dita dei piedi.

I movimenti devono essere lenti, fluidi e mai forzati.

Il dolore rappresenta sempre un segnale per interrompere l’esercizio.

Anche la respirazione va allenata

L’allettamento riduce l’espansione dei polmoni.

Gli esercizi respiratori aiutano a:

  • ventilare meglio le basi polmonari;
  • ridurre il ristagno delle secrezioni;
  • diminuire il rischio di polmoniti;
  • migliorare l’ossigenazione.

Nei pazienti molto fragili possono essere sufficienti semplici cambi di posizione e respirazioni profonde guidate.

La fisioterapia aiuta anche il cervello

Il movimento non coinvolge soltanto muscoli e articolazioni.

Favorisce anche:

  • la percezione del proprio corpo;
  • la stimolazione sensoriale;
  • l’attenzione;
  • l’umore;
  • la comunicazione.

Nelle persone con demenza, pur non arrestando la malattia, può contribuire a mantenere alcune capacità funzionali più a lungo.

Quando fare attenzione

Gli esercizi devono essere adattati quando sono presenti:

  • febbre;
  • dolore importante;
  • fratture recenti;
  • instabilità cardiovascolare;
  • trombosi non trattata;
  • gravi lesioni articolari.

In questi casi è necessario seguire le indicazioni del medico o del fisioterapista.

Il ruolo del caregiver

Il caregiver può svolgere un ruolo essenziale tra una seduta fisioterapica e l’altra.

Con una formazione adeguata può:

  • aiutare nei movimenti quotidiani;
  • cambiare frequentemente posizione;
  • favorire la postura corretta;
  • eseguire semplici mobilizzazioni prescritte;
  • osservare eventuali rigidità o dolori da riferire al fisioterapista.

Anche 15–20 minuti al giorno di mobilizzazione possono contribuire a mantenere una migliore funzionalità rispetto all’immobilità completa.

Sintesi

  • L’allettamento provoca rapidamente perdita muscolare e rigidità articolare.
  • La fisioterapia riduce molte complicanze dell’immobilità.
  • La ginnastica passiva è utile anche quando il paziente non collabora.
  • Gli esercizi respiratori aiutano a prevenire le complicanze polmonari.
  • Il caregiver, se formato, può contribuire quotidianamente al mantenimento delle funzioni residue.
  • La regolarità degli esercizi è più importante dell’intensità.

ESERCIZI DI FISIOTERAPIA FAI DA TE

Da Sara Palazzotti

Caregiver Familiare, Blogger, Consulente Digitalizzazione >>> Sito web: https://www.sarapalazzotti.it/  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *