Sempre più interessante per i grandi investitori. E questo dovrebbe far riflettere soprattutto noi caregiver familiari.

Il Corriere del Veneto racconta un fenomeno in forte crescita: fondi di investimento, società private e investitori istituzionali italiani ed esteri stanno puntando sulle RSA e sulle strutture sociosanitarie dedicate agli anziani non autosufficienti.
Il motivo è piuttosto semplice: l’invecchiamento della popolazione significa una domanda di assistenza destinata a crescere per molti anni.
Secondo quanto riportato nell’articolo, gli operatori parlano di rendimenti intorno al 6-7%, nell’ambito di investimenti di medio-lungo periodo. In Veneto sono interessati al settore anche capitali francesi e svizzeri e si moltiplicano acquisizioni, nuove strutture e progetti di riconversione di immobili esistenti.
C’è poi un dato particolarmente interessante.
In Veneto risultano 36.597 posti accreditabili nelle strutture. La Regione destina 565 milioni di euro all’assistenza degli anziani non autosufficienti nelle RSA — cifra che comprende anche risorse destinate ad altre categorie indicate nell’articolo — mentre gli utenti medi coperti da impegnativa sono 25.939. Secondo il Corriere, la copertura arriva al 76,5%, mentre il restante 23,5% paga integralmente la retta.
Insomma, intorno alla non autosufficienza esiste ormai una vera economia, tanto che viene chiamata “silver economy”.
Ed è qui che, dal punto di vista dei caregiver familiari, nasce una domanda inevitabile.
Quanto vale economicamente l’assistenza prestata ogni giorno dentro le case dalle famiglie?
Quando l’anziano entra nel circuito residenziale, l’assistenza ha un costo, genera fatturato, richiede investimenti pubblici e privati e può persino produrre rendimenti interessanti per chi investe capitale.
Quando invece quella stessa persona viene assistita a domicilio da un figlio, una figlia, dal coniuge o da un altro familiare, una parte enorme del lavoro necessario viene assorbita gratuitamente dalla famiglia.
Il punto è rendere visibile il valore economico del caregiving familiare.
Se l’assistenza alla non autosufficienza è diventata abbastanza importante da attirare fondi pensione, assicurazioni, private equity e investitori internazionali, diventa ancora più difficile continuare a considerare irrilevante il lavoro di chi quella stessa assistenza la garantisce gratuitamente, ogni giorno, a casa propria.
Ecco perché chiediamo anche un’Anagrafe nazionale dei caregiver familiari.
Prima ancora di discutere di contributi e sussidi, bisogna sapere chi sono i caregiver, quanti sono e quale quantità di assistenza sostengono gratuitamente.
Perché ciò che sul mercato vale molto non può diventare improvvisamente privo di valore quando a farlo è un familiare.
Fonte: Assistenza agli anziani, la corsa al business delle case di riposo: «Rendimenti alti, i fondi investono», Corriere del Veneto, 10 agosto 2026. Articolo originale sul Corriere del Veneto
