La legge 9 gennaio 2004, n. 6, quella che ha introdotto l’amministrazione di sostegno, non nasce propriamente da una sola corrente politica, anche se la sua matrice originaria è chiaramente riconducibile soprattutto all’area progressista e della sinistra, con una forte componente culturale legata alla riforma psichiatrica basagliana.

L’idea giuridica dell’amministrazione di sostegno viene elaborata dal giurista Paolo Cendon, professore di diritto privato all’Università di Trieste. Cendon racconta che l’idea maturò nell’ambiente della riforma della salute mentale e della collaborazione con l’area culturale che faceva riferimento a Franco Basaglia. Il progetto era quello di creare uno strumento alternativo all’interdizione, considerata eccessivamente rigida e incapacitante.
Sul piano strettamente parlamentare, il testo che diventerà la legge 6/2004 parte nella XIV legislatura dall’Atto Senato n. 375, primo firmatario Elvio Fassone, Democratici di Sinistra–L’Ulivo (DS-U). Anche i primi cofirmatari — Giuseppe Maria Ayala, Massimo Brutti, Guido Calvi e Alberto Maritati — appartenevano ai Democratici di Sinistra.
Successivamente si aggiunsero parlamentari di altre forze: Verdi, Margherita–Democrazia è Libertà e anche Alleanza Nazionale, quindi una forza di destra. In particolare Antonino Caruso (AN) aggiunse la propria firma nel luglio 2001.
Alla Camera confluirono inoltre diverse altre proposte. Una particolarmente significativa era quella di Livia Turco (DS), sottoscritta da numerosi parlamentari dei Democratici di Sinistra; un’altra, proveniva da Luigi Giacco (DS), Eugenio Duca (DS), Orlando Ruggieri (Margherita) e Giuliano Pisapia, allora nel gruppo Misto/Rifondazione comunista.
«Politicamente, da quale area nasce l’amministrazione di sostegno?»
Prevalentemente dalla cultura giuridico-sociale progressista e dalla sinistra italiana, in particolare dall’ambiente dei Democratici di Sinistra, con radici culturali nella stagione della riforma psichiatrica di Franco Basaglia. Ma sarebbe storicamente scorretto definirla semplicemente una «legge della sinistra», perché durante l’iter raccolse contributi e consenso trasversali.
C’è poi un dato politicamente importante: la legge fu approvata definitivamente il 22 dicembre 2003, durante la XIV legislatura, quando era in carica il governo Berlusconi II, quindi un governo di centrodestra. Il percorso parlamentare aveva però incorporato diversi progetti precedenti e concorrenti. Il Parlamento ricostruisce infatti l’iter come S.375 → C.2189, che assorbì C.340, C.691, C.2190 e C.2733 → S.375-B → legge 6/2004.
Questo distingue tre livelli che spesso vengono confusi: l’ideazione culturale e giuridica è soprattutto Cendon/Basaglia; l’iniziativa parlamentare principale è DS-centrosinistra; l’approvazione definitiva avviene sotto una maggioranza di centrodestra e con un consenso politicamente più ampio.
In Sintesi
La legge 6/2004 sull’amministrazione di sostegno ha una matrice culturale prevalentemente progressista, collegata anche all’esperienza basagliana. Il DDL principale fu presentato da Elvio Fassone e altri senatori DS. Confluirono però proposte e firme provenienti da più forze politiche, compresa AN. La legge venne infine approvata nel 2003, durante il governo Berlusconi II. È quindi più corretto parlare di origine prevalentemente di sinistra e approvazione trasversale, non di una legge esclusivamente di una parte politica.
