La sedia a rotelle è stata sempre considerata un ausilio destinato esclusivamente a sostituire il cammino. Oggi la tecnologia sta cercando di superare questo limite con dispositivi capaci non solo di trasportare una persona, ma anche di riportarla in posizione eretta e, in alcuni casi, consentirle di compiere alcuni passi.
Non si tratta di fantascienza. Negli ultimi anni aziende, università e centri di ricerca hanno sviluppato carrozzine elettriche evolute ed esoscheletri robotici che permettono a persone con lesioni spinali, esiti di ictus o altre gravi disabilità motorie di alzarsi e muoversi in modo assistito.
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Perché stare in piedi è importante
La posizione eretta non ha soltanto un valore psicologico. Diversi studi evidenziano benefici legati alla circolazione sanguigna, alla respirazione, alla digestione e alla riduzione del rischio di alcune complicanze associate alla permanenza prolungata in carrozzina.
Per molte persone, inoltre, poter guardare gli altri all’altezza degli occhi rappresenta un recupero significativo dell’autonomia e della qualità della vita.
Le carrozzine che si sollevano
Una prima categoria è rappresentata dalle carrozzine elettriche con funzione standing.
Questi dispositivi permettono all’utilizzatore di passare gradualmente dalla posizione seduta a quella eretta mantenendo il supporto del telaio e dei sistemi di sicurezza.
Alcuni modelli consentono di svolgere attività quotidiane come raggiungere scaffali, cucinare o interagire con altre persone da una posizione più naturale.
Dagli esoscheletri ai primi sistemi di cammino assistito
L’evoluzione più avanzata è rappresentata dagli esoscheletri robotici.
Si tratta di strutture motorizzate che vengono indossate sulle gambe e sul tronco. Sensori e motori elettrici coordinano i movimenti consentendo alla persona di alzarsi, mantenere l’equilibrio e camminare con assistenza.
Tra i sistemi più noti a livello internazionale figurano i dispositivi sviluppati da Ekso Bionics e dalla linea Indego, progettati per persone con paralisi degli arti inferiori o importanti deficit motori. Questi sistemi permettono di eseguire movimenti di alzata, stazione eretta e cammino assistito.
Anche in Italia la ricerca sta facendo passi avanti. Nel 2024 l’Istituto Italiano di Tecnologia ha presentato un esoscheletro robotico progettato per aiutare persone con gravi limitazioni motorie ad alzarsi e camminare.
Non sono una soluzione per tutti
Nonostante i progressi, queste tecnologie presentano ancora alcuni limiti.
I costi possono essere molto elevati, spesso nell’ordine di migliaia di euro.
Una prospettiva interessante per le famiglie caregiver
Per chi assiste un familiare anziano o disabile, la prospettiva di ausili che favoriscano il mantenimento della stazione eretta è particolarmente interessante.
La perdita della capacità di stare in piedi rappresenta infatti uno dei passaggi più critici nella progressione della dipendenza assistenziale e del decadimento complessivo.
Ogni tecnologia che consenta di conservare anche una minima mobilità può tradursi in un miglioramento concreto della qualità di vita sia della persona assistita sia del caregiver.
Trasformare la carrozzina da semplice mezzo di trasporto a strumento attivo di recupero funzionale e mobilizzazione sarebbe un ottimo strumento fisioterapico e riabilitativo.
