DDL CAREGIVER: CONTRIBUTI FINO A 4.800 EURO ANNUI E NUOVE TUTELE IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA

Alla Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati è attualmente in discussione un disegno di legge dedicato al riconoscimento e al sostegno dei caregiver familiari.

Il provvedimento introduce, tra le varie misure, un contributo economico annuale che può arrivare fino a 4.800 euro (400 euro mensili) per i caregiver conviventi con carichi di assistenza particolarmente elevati e con redditi contenuti.

Il testo normativo nasce con l’obiettivo di dare un riconoscimento giuridico e sociale a una figura che, in Italia, svolge un ruolo essenziale nel sistema di assistenza informale: familiari che si occupano quotidianamente di persone con disabilità grave o non autosufficienti, spesso senza tutele strutturate.

STRUTTURA DEL CONTRIBUTO ECONOMICO

Il disegno di legge prevede l’erogazione di un contributo economico massimo di 400 euro mensili, pari a 4.800 euro annui.

L’importo non è automaticamente garantito: viene calcolato su base trimestrale, tenendo conto delle risorse disponibili nel fondo dedicato.

Per accedere al contributo sono previsti alcuni requisiti principali:

  • ISEE familiare inferiore a 15.000 euro
  • reddito personale del caregiver non superiore a 3.000 euro annui
  • assistenza prestata a persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992 (art. 3 comma 3) oppure titolari di indennità di accompagnamento

Secondo il testo attualmente in discussione, l’avvio del sistema di registrazione dei caregiver presso l’INPS è atteso a partire da settembre 2026, data che segnerebbe l’inizio operativo delle nuove misure.

I QUATTRO PROFILI DI CAREGIVER PREVISTI

Uno degli elementi centrali del disegno di legge è la classificazione dei caregiver in base a convivenza e carico assistenziale, misurato tramite il PAI – Piano Assistenziale Individualizzato.

Il PAI rappresenta lo strumento tecnico con cui i servizi socio-sanitari stimano il numero di ore di assistenza necessarie alla persona non autosufficiente.

Il testo individua quattro categorie principali.

1. Caregiver familiare prevalente

  • convivenza con la persona assistita
  • carico di assistenza pari o superiore a 91 ore settimanali

Questa categoria rappresenta il livello di impegno più elevato e costituisce il riferimento principale per l’accesso al contributo massimo.

2. Caregiver familiare convivente

  • convivenza con la persona assistita
  • assistenza tra 30 e 90 ore settimanali

3. Caregiver familiare non convivente

  • assistenza prestata senza convivenza
  • carico assistenziale pari o superiore a 30 ore settimanali

4. Caregiver familiare misto

  • convivente o non convivente
  • assistenza tra 10 e 29 ore settimanali

Questa classificazione serve a differenziare il livello di riconoscimento e le possibili tutele, tenendo conto dell’effettivo impegno richiesto dall’assistenza.

ALTRE MISURE PREVISTE DAL DISEGNO DI LEGGE

Oltre al contributo economico, il disegno di legge introduce una serie di strumenti di tutela sociale e lavorativa.

Tra le misure previste:

  • congedi specifici per caregiver che assistono minori con disabilità
  • possibilità di utilizzare ferie e permessi solidali
  • supporto psicologico dedicato ai caregiver familiari
  • tutele per i giovani caregiver, con ipotesi di esonero dalle tasse universitarie

L’intenzione del legislatore è costruire un quadro di sostegno che non si limiti al contributo economico, ma che riconosca il caregiver come soggetto centrale nella rete di assistenza.

UNA FIGURA ANCORA POCO RICONOSCIUTA

In Italia l’assistenza familiare rappresenta una componente fondamentale del welfare informale. Secondo diverse stime europee, milioni di persone svolgono attività di cura verso familiari non autosufficienti, spesso senza retribuzione e con impatti rilevanti sulla propria vita lavorativa e sociale.

Il dibattito politico e legislativo sul riconoscimento del caregiver è aperto da anni. Diversi disegni di legge sono stati presentati nelle legislature precedenti, ma finora non si è arrivati a una normativa organica nazionale.

Il provvedimento ora in discussione alla Camera rappresenta quindi uno dei tentativi più concreti di definire status giuridico, classificazione e strumenti di sostegno per questa figura.

L’iter parlamentare è tuttora in corso e il testo potrebbe subire modifiche nel passaggio tra commissione, aula e successiva fase al Senato.

Da Sara Palazzotti

Caregiver Familiare  

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