Caregiver familiari, audizione alla Camera: criticità e richieste dal mondo associativo

Il disegno di legge C.2789 sul riconoscimento e sostegno dell’attività di cura svolta dai caregiver familiari è tornato al centro del confronto parlamentare. Nel corso delle audizioni presso la Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, l’associazione CARER ETS ha illustrato una serie di osservazioni puntuali sul testo, evidenziando nodi concreti che riguardano milioni di persone impegnate quotidianamente nell’assistenza a familiari con disabilità o non autosufficienza.

Audizione criticità in Parlamento per il DDL caregiver

Una realtà numericamente rilevante

Secondo le stime richiamate durante l’audizione, in Italia oltre 7 milioni di persone svolgono attività di cura informale. Si tratta di un impegno spesso continuativo e gravoso, che incide su salute, lavoro, reddito e relazioni sociali. Proprio per questo il provvedimento in discussione viene considerato un passaggio significativo per arrivare a un riconoscimento normativo organico del ruolo.

Il welfare familiare sotto pressione

È stata sottolineata la necessità di rafforzare i servizi territoriali di prossimità, affinché il carico assistenziale non ricada esclusivamente sui caregiver ma sia sostenuto da una rete pubblica strutturata.

La definizione di caregiver e l’evoluzione sociale

Uno dei temi centrali riguarda l’individuazione dei soggetti che possono essere riconosciuti come caregiver. È stata proposta l’estensione del riconoscimento anche a persone legate da rapporti affettivi o amicali stabili, non solo da vincoli di parentela o coniugio.
Questa richiesta è motivata dai cambiamenti demografici e sociali, con nuclei familiari più ridotti, aumento degli anziani soli e maggiore richiesta di autodeterminazione nella scelta della persona di riferimento per l’assistenza.

Il carico assistenziale oltre i criteri formali

Durante l’audizione è stata criticata l’impostazione che tende a valutare l’impegno di cura esclusivamente in base alla convivenza o al numero di ore dedicate all’assistenza.
Secondo CARER ETS, il cosiddetto burden assistenziale comprende responsabilità organizzative, impatti psicofisici, conseguenze lavorative ed economiche che non sempre sono quantificabili con parametri standardizzati.

Il vincolo della distanza di 25 chilometri

Tra le criticità più evidenziate vi è la previsione di una distanza massima di 25 chilometri tra la residenza del caregiver non convivente e quella della persona assistita per il riconoscimento del ruolo.
Questo criterio è stato definito arbitrario e potenzialmente discriminatorio. Nella pratica, la possibilità di garantire assistenza dipende dalla concreta organizzazione della vita quotidiana e dalle condizioni territoriali.
Secondo l’associazione, un caregiver che vive a poco più di tale soglia può comunque assicurare presenza costante. Per questo è stata proposta una valutazione più flessibile basata sul carico assistenziale reale.

Oltre il contributo economico

È stato inoltre ribadito che il sostegno ai caregiver non può esaurirsi in un’indennità finanziaria.
Sono ritenuti indispensabili strumenti concreti come servizi di sollievo domiciliare, orientamento amministrativo, supporto psicologico, formazione.
Un altro aspetto segnalato riguarda la necessità di garantire tali interventi in modo uniforme sul territorio nazionale, per evitare differenze tra regioni.

L’attenzione ai giovani caregiver

Un capitolo specifico è stato dedicato ai cosiddetti giovani caregiver, stimati in circa 391 mila, molti dei quali minorenni.
L’attività di cura può incidere sulla frequenza scolastica, sulle relazioni sociali e sul benessere psicologico. È stata quindi sottolineata la necessità di interventi mirati di sostegno, inclusione e prevenzione del bullismo, oltre al semplice riconoscimento formale.

Verso una normativa più equa

L’associazione ha concluso chiedendo che il Parlamento affronti le criticità evidenziate per arrivare a una legge capace di riconoscere la pluralità delle situazioni di cura e di rendere sostenibile il ruolo dei caregiver familiari e il riconoscimento della cura, non solo come mansione lavorativa, ma come elemento essenziale di coesione sociale.

In sintesi
– Il disegno di legge sui caregiver è in esame alla Camera.
– Le associazioni chiedono tutele concrete e servizi territoriali rafforzati.
– Proposta l’estensione del riconoscimento anche a relazioni affettive non parentali.
– Criticato l’uso esclusivo di parametri come convivenza e ore di assistenza.
– Contestato il limite dei 25 km per i caregiver non conviventi.
– Il sostegno economico è ritenuto insufficiente senza servizi strutturati.
– Segnalata la condizione dei giovani caregiver e i rischi per studio e relazioni.
– Obiettivo: una legge nazionale più equa e aderente alla realtà.

Da Sara Palazzotti

Caregiver Familiare  

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